autoritratto bucato

polveri

 

“Uno dei temi centrali del mio lavoro è la rappresentazione del vuoto, della vacuità.
Questa ricerca è iniziata negli anni ’80 con il ciclo sui cieli esposto alla galleria Milano nel 1998.
Le opere presentate oggi derivano da un’esperienza meditativa e sono un tentativo di dare forma alle visioni mentali che si possono manifestare durante la pratica di meditazione.
Il mezzo che ho scelto per dare forma a queste visioni è la polvere.
Poiché tutto ciò che si vede è opera del caso ed è in un continuo stato di mutamento, è insensato cercare di arrestarlo; eppure vorrei che nell’istante in cui guardiamo, la polvere ritornasse polvere, per poi disperdersi a rivelare il vuoto.
Mi pongo perciò unicamente come tramite e non come autore: un tramite “vissuto” attraverso un’infinita serie di coincidenze; coincidenze che prendono forma nello spazio della nostra vita, così come i granelli di polvere prendono forma nello spazio del quadrato nero, senza l’impronta della volontà.”

D.M, 1999

disegnare l’aria

“(…) In quest’ultimo lavoro, intitolato Disegnare l’Aria, mi sono occupato del concetto di casualità. Per produrre ciascun dittico ho effettuato solamente tre scatti: Il primo è un test. Nel secondo e terzo scatto gli oggetti vengono lanciati e fotografati mentre si dispongono nell’aria a formare figure casuali. In questo modo sto anche cercando di rendere visibile l’invisibile, disegnando l’aria.”

D.M, 1996

 

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